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    Visita alla Cantina d’Araprì: recensione di un tour tra gli spumanti Metodo Classico pugliesi

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    Visita alla Cantina d’Araprì: recensione di un tour tra gli spumanti Metodo Classico pugliesi

    scritto da Selene Scinicariello 

    La visita alle cantine d’Araprì è stata una scoperta che non dimenticherò facilmente. Non avrei mai immaginato di trovare, proprio a San Severo, una delle realtà più affascinanti del Metodo Classico italiano. E invece, durante un tour alla scoperta della città, qualche anno fa, mi sono ritrovata nel cuore di una storia fatta di passione, eleganza e bollicine pugliesi.

    Sì, perché gli spumanti d’autore non si producono solo al Nord… e d’Araprì lo dimostra da decenni con coerenza e stile.

    Se ami le bollicine e vuoi uscire dai soliti percorsi, questa è una tappa che non può mancare.

    Cantina d’Araprì: dove si trova e come arrivare
    La Cantina d’Araprì si trova nel centro storico di San Severo, in provincia di Foggia, nel cuore dell’Alto Tavoliere delle Puglie. Si tratta di un’area che raramente compare tra i classici itinerari turistici della regione, ma che sa sorprendere chi decide di esplorarla: il paesaggio, infatti, è un enorme mosaico di grano, pomodori e vigneti, attraversato da un vento caldo che profuma di terra e di Sud.

    San Severo ha un’identità forte e tutta sua: è una città di campanili, arte barocca e cantine sotterranee che, nel tempo, ha saputo trasformare la sua vocazione agricola in cultura e accoglienza. Se vuoi approfondire, ti consiglio di leggere la mia guida dedicata a cosa vedere a San Severo e dintorni.

    La cantina si trova all’interno del suggestivo Palazzo d’Araprì, un edificio ottocentesco elegantemente ristrutturato che oggi ospita eventi, degustazioni e una terrazza panoramica affacciata sui tetti della città. Il vero tesoro, però, si cela nel sottosuolo, tra le gallerie di affinamento dove riposano le bottiglie in attesa del momento giusto.

    Entrare nel mondo di d’Araprì, lo avrai capito, è allora una splendida occasione per conoscere un angolo di Puglia poco battuto, ma ricco di storie da raccontare.

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    Come arrivare alla Cantina d’Araprì
    Il modo più comodo per raggiungere San Severo è in auto: si trova a circa 30 km da Foggia, collegata dalla SS16.

    Se viaggi in treno, invece, puoi scendere direttamente alla stazione di San Severo, servita dalla linea Adriatica (Bologna–Lecce): dalla stazione, la cantina è raggiungibile a piedi in circa 10 minuti. → QUI puoi verificare prezzi e orari dei treni.

    D’Araprì: la storia dello spumante Metodo Classico pugliese
    Tutto è cominciato nel 1979, dall’amicizia di tre uomini uniti dalla passione per il jazz e per il vino: Girolamo D’Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore. Dalle loro iniziali nacque il nome “d’Araprì” e con esso una sfida che, all’epoca, sembrava quasi visionaria: produrre spumanti Metodo Classico di alta qualità nel cuore della Puglia.

    Tutto partì dalla convinzione che anche al Sud si potessero produrre bollicine d’eccellenza e che il Bombino Bianco, vitigno storico della Daunia, avesse tutte le carte in regola per diventarne il protagonista.

    In un territorio vocato da sempre all’agricoltura, ma lontano dai circuiti delle grandi bollicine italiane, i tre amici credettero fin dall’inizio nella possibilità di creare qualcosa di unico. E ci riuscirono: d’Araprì è oggi una delle pochissime cantine pugliesi dedite esclusivamente alla produzione di spumanti Metodo Classico.

    Con il tempo, quello che sembrava un sogno si è trasformato in una vera e propria scuola di pensiero, capace di interpretare il territorio della Daunia con eleganza e identità. I riconoscimenti sono arrivati uno dopo l’altro e hanno portato il nome di San Severo tra le eccellenze spumantistiche italiane.

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    Oggi la nuova generazione ha raccolto il testimone e continua a portare avanti la visione dei fondatori con la stessa passione. La produzione resta artigianale, rigorosamente legata al territorio e con uno sguardo attento alla sostenibilità.

    Più che una semplice cantina, d’Araprì rappresenta una voce fuori dal coro, capace di raccontare un Sud diverso, fatto di competenza e passione. Un Sud che non solo produce spumanti, ma lo fa con carattere, competenza e un’identità che non teme confronti.

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    Ho dedicato a d’Araprì anche un breve reel su YouTube, in cui racconto le bollicine di San Severo e il Metodo Classico in Puglia come espressione di territorio.

    VIDEO

    La visita alle cantine d’Araprì: cosa aspettarsi e indicazioni utili
    Visitare la Cantina d’Araprì significa entrare in un mondo fatto di silenzio, storia e pietra viva. Nel cuore di San Severo, sotto il centro storico, si snodano le gallerie ipogee dove maturano lentamente le bottiglie di spumante Metodo Classico. Sono ambienti freschi e affascinanti, scavati nella roccia, che i locali chiamano da sempre “cattedrali sotterranee“.

    Un’espressione, quest’ultima, che richiama alla mente quelle di Canelli, in Piemonte, oggi patrimonio UNESCO. Anche a San Severo, come nella città natale del primo Metodo Classico italiano, si producono spumanti: ma con una differenza. Siamo in Puglia, in una zona dove quasi nessuno si aspetta bollicine d’eccellenza.

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    Il tour guidato prende il via dalla sede storica di via Zannotti, nel cuore della città. Da lì si scende nelle gallerie sotterranee della cantina, tra file ordinate di pupitres, bottiglie accatastate e il profumo intenso del tempo che lavora. È un percorso affascinante che ti accompagna passo dopo passo alla scoperta del Metodo Classico, qui reinterpretato con uno stile tutto pugliese.

    Ma non finisce qui. Le gallerie ipogee di d’Araprì (oltre 1000 mq ricchi di storia) ospitano testimonianze sorprendenti: un antico frantoio ipogeo (oggi “Sala Arca”), un tratto ben conservato delle mura medievali del Duecento e persino una piccola prigione risalente al Risorgimento. Insomma, durante la visita avrai modo di scoprire luoghi che raccontano non solo il vino, ma anche la memoria di un territorio!

    Le visite durano circa 90 minuti e comprendono sempre una degustazione guidata. Ecco le esperienze attualmente disponibili:

    Il Classico – Degustazione di Pas Dosé e Brut Rosé, due spumanti simbolo della maison.
    Il Millesimato – Include Pas Dosé e Brut RN millesimo 2019, per chi vuole salire di intensità.
    Gli Autoctoni – Una selezione dedicata al territorio, con Brut RN 2019 e Sansevieria Brut Rosé 2019.
    La Verticale – Degustazione dei millesimi 2017, 2012, 2009 e 2007 della Gran Cuvée XXI Secolo.
    Domenica in Cantina – Una nuova selezione di tre spumanti ogni mese, disponibile solo la domenica mattina.
    Puoi prenotare le esperienze direttamente sul sito ufficiale della cantina oppure su Winedering, dove troverai anche opzioni private o per coppie prenotabili in pochi click.

    Un’ultima dritta. Anche in piena estate porta con te una giacca leggera: là sotto fa freschino tutto l’anno!

    Recensione della visita alla Cantina d’Araprì: i motivi per cui vale davvero la pena organizzarla
    Ci sono visite che ti colpiscono per la bellezza degli spazi e altre per la qualità del vino. Quelle che riescono a coniugare entrambe le cose sono rare… e d’Araprì è una di queste.

    Le cantine sotterranee sono semplicemente spettacolari: ambienti maestosi, scavati nella pietra viva, che raccontano secoli di storia e custodiscono con rigore la lenta maturazione delle bottiglie.

    Confesso: quando visitai la cantina qualche anno fa, non mi aspettavo nulla del genere. Né un luogo così affascinante nel sottosuolo di San Severo, né bollicine così fini e ben costruite.

    Ma ciò che mi colpì davvero, fu il progetto stesso: un’idea che all’inizio poteva sembrare folle, diventata una delle realtà più interessanti ed eccellenti del panorama vitivinicolo italiano. Produrre spumanti Metodo Classico d’eccellenza in Puglia, in un territorio dove nessuno si aspettava bollicine di questo livello, non solo è stato possibile, ma ha portato San Severo sotto gli occhi del mondo!

    In d’Araprì, ogni dettaglio (dalla scelta del Bombino Bianco alla cura artigianale della produzione) dimostra da sempre competenza, visione e coerenza.

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    Se sei curioso di scoprire una realtà che sorprende davvero, ecco perché vale la pena prenotare la visita:

    Un progetto visionario e coerente.  Nata nel 1979 da tre amici appassionati di jazz e vino, d’Araprì è oggi l’unica cantina pugliese che produce esclusivamente Metodo Classico. Una scelta controcorrente, costruita sulla valorizzazione del Bombino Bianco e su una filosofia produttiva autentica e identitaria.
    Spazi sotterranei straordinari.  Le cosiddette “cattedrali sotterranee” sono gallerie ipogee ricche di fascino, dove oltre alle bottiglie in affinamento si scoprono un frantoio ipogeo, un tratto delle mura del 1200 e persino una prigione del Risorgimento. Un patrimonio culturale e architettonico sorprendente.
    Spumanti che reggono il confronto con i grandi nomi.  Dimentica i pregiudizi: le bollicine di d’Araprì sono precise, eleganti, longeve. Dai Pas Dosé ai millesimati, fino alle cuvée storiche, ogni etichetta rivela uno studio attento sul territorio e una mano esperta in cantina.
    Un’esperienza adatta a ogni livello di conoscenza.  Il tour è coinvolgente e ben strutturato, pensato per chi vuole capire davvero cosa significa Metodo Classico, ma accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.
    Degustazione inclusa e personalizzabile.  I percorsi di visita si concludono sempre con un assaggio guidato, con diverse opzioni tra cui scegliere: dai percorsi base alle verticali riservate. Una vera esperienza sensoriale, completa e ben calibrata.
    Un’opportunità per scoprire San Severo.  Visitare d’Araprì è anche un’occasione per esplorare l’Alto Tavoliere: una terra fuori dalle rotte più battute, dove cultura, gastronomia e paesaggio meritano attenzione. Ti consiglio di fermarti per una passeggiata in centro e una cena tipica.
    Accoglienza autentica e atmosfera familiare.  Pur essendo una realtà premiata e conosciuta, la cantina ha mantenuto uno stile sobrio e genuino, dove l’ospite è accolto con cura e senza forzature. Qui la qualità non è solo nel bicchiere, ma anche nel modo in cui viene raccontata.

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    Quali vini della Cantina d’Araprì dovresti assaggiare: 3 spumanti Metodo Classico indimenticabili
    La produzione d’Araprì è ampia e articolata, ma ci sono alcune etichette che, più di altre, raccontano l’identità della cantina: la visione pionieristica, l’artigianalità della lavorazione e il legame profondo con il territorio.

    Tra queste, te ne consiglio tre che meritano assolutamente l’assaggio:

    Pas Dosé – Metodo Classico da Bombino Bianco e Pinot Nero. Secco, elegante, senza aggiunta di liqueur d’expédition: uno spumante essenziale, preciso, che mette in luce la stoffa delle uve daune. Profuma di pane tostato e pasticceria, ha una cremosità sottile e un sorso profondo. Perfetto a tutto pasto, soprattutto con piatti di mare, crostacei, carni bianche e pizze rustiche. Da provare con un piatto di spaghetti alle cozze!
    Sansevieria – Metodo Classico Rosé da Uva di Troia. Eleganza e carattere, in versione rosé. Il colore è rosa cipolla, il perlage finissimo, il bouquet intenso di agrumi e frutti rossi. In bocca è fresco, con un bel finale su note di lampone. Un rosé da tutto pasto, ottimo con antipasti di crostacei o piatti di media struttura.
    RN – Metodo Classico da Bombino Bianco. Nasce da uve autoctone, affina 36 mesi sui lieviti e fa la prima fermentazione in legno. Il risultato? Uno spumante dorato, complesso, con profumi di frutta matura, vaniglia e burro. Al palato è dinamico e ricco, con una bella rotondità. Si abbina bene a pesci alla brace, formaggi stagionati e piatti tipici della Daunia. È il mio preferito. L’ho acquistato direttamente in cantina e ogni volta che lo trovo in enoteca o in carta, non me lo lascio sfuggire.

    Allora, ti piacerebbe organizzare una visita alle cantine d’Araprì e scoprire anche tu le bollicine Metodo Classico di San Severo? Oppure ci sei già stato e vuoi raccontarmi com’è andata? Scrivimi nei commenti: ogni consiglio in più può essere utile a chi sta pianificando il tour.

    Se l’articolo ti è stato utile, condividilo con amici e appassionati di vino: più siamo a conoscere queste realtà autentiche, meglio è!

    Viaggi che Mangi  3 Marzo 2026

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