SELEZIONE MASSALE
prevede la riproduzione di un intero vigneto, con lo scopo di mantenere la massima variabilità genetica all’interno della stessa varietà di vite. Consiste nella ricerca all’interno del vigneto da parte del viticoltore di piante visivamente sane e con buone caratteristiche produttive e qualitative a scopo di propagazione. La selezione massale e si divide in negativa e positiva: nel primo caso vengono scartate le piante che presentano caratteristiche negative; nella positiva invece si scelgono le piante che hanno caratteristiche di pregio per il viticoltore. La selezione massale positiva può produrre risultati migliori rispetto alla negativa, in quanto quest’ultima porta a eliminare solo le piante che presentano caratteri negativi evidenti. Il procedimento di selezione massale positiva dura circa tre anni e ha inizio con una selezione di piante nel periodo antecedente la vendemmia così da avere una visione delle capacità produttive e qualitative delle piante. Successivamente, in primavera, si può rilevare se sono presenti sintomi da virosi, quali il legno riccio mentre in estate si verifica l’assenza di flavescenza dorata e in vendemmia si fanno nuovamente levalutazioni dell’anno precedente in modo da poter confermare i dati ottenuti. Tutto il processo viene riprodotto un terzo anno così da migliorare l’attendibilità dei dati. Le piante che arrivano alla fine della selezione divengono delle piante da cui ottenere nuove marze e vengono considerate le piante madri delle accessioni migliori In pratica, le piante vengono riprodotte partendo dalle marze (tralci di vite) scelte in un vigneto, innestate e lasciate crescere in vivaio prima di essere trapiantate nel nuovo vigneto. Il risultato è avere piante con diverse caratteristiche fisiologiche e produttive: dalla resistenza allo stress idrico, alla resistenza alle malattie, al periodo di maturazione dell’uva, fino alla dimensione e caratteristiche del grappolo. Se questo da un lato comporta sicuramente un maggior carico di lavoro (sia in termini di monitoraggio negli anni delle viti, per capire quali riprodurre, sia in termini di diversificazione degli interventi all’interno del vigneto vite per vite), dall’altro, secondo i vignaioli stessi, porta a un equilibrio dei risultati e quindi a un vino più armonico. Di contro la selezione massale non aumenta la variabilità genetica, la salvaguarda, e comporta un indebolimento delle piante che nel corso della vita accumulano al suo interno microrganismi che ostacolano le normali attività fisiologiche e sono trasmessi totalmente alla discendenza.