SELEZIONE CLONALE

    consiste nella costruzione di un vigneto partendo da una o poche viti geneticamente uguali . In questo caso le piante presentano lo stesso genotipo e dunque le stesse caratteristiche fisiologiche e produttive, garantendo risultati teoricamente migliori, ma soprattutto uniformi. In ambito viticolo la selezione clonale è attualmente considerata a livello internazionale il più rapido ed efficace mezzo di miglioramento genetico. Con la selezione clonale è possibile individuare e moltiplicare i biotipi ritenuti migliori per caratteri agronomici, produttivi, qualitativi ed enologici geneticamente determinati nell’ambito della variabilità presente all’interno di un vitigno. Rispetto alla selezione massale il processo di selezione clonale ha una durata più lunga, fino a 8 anni poiché devono essere verificati sia la sanità del materiale che l’attitudine enologica del presunto nuovo clone. La procedura segue una normativa che la definisce passo per passo, stabilendo i parametri da valutare a livello agronomico ed enologico, che devono essere migliorativi rispetto alla popolazione della varietà di appartenenza. Inoltre, deve essere escluso che la variabilità del presunto clone sia attribuibile alla presenza di virosi, perciò viene messa in atto anche una accurata selezione sanitaria. Negli anni ‘70 è stato messo a punto un protocollo standard per la selezione clonale, che disciplina le diverse fasi. In particolare, per quanto riguarda la selezione sanitaria, è previsto che vengano effettuati test sierologici subito dopo l’individuazione di piante sintomatiche nel vigneto e, una volta accertata la presenza di virus, l’immediata eliminazione delle piante infette. Per escludere invece che le differenze morfologiche siano dovute a fattori ambientali gli individui devono essere coltivati in campi di confronto diversi, in cui viene utilizzata la stessa tecnica colturale con valutazioni e rilievi condotti per 2/3 anni. Riassumendo, il protocollo prevede: l’individuazione degli individui e la loro caratterizzazione dal punto di vista morfologico e sanitario (1-2 anni); sugli individui selezionati nella prima fase l’effettuazione di controlli morfologici tramite test ampelografici e controllo sanitario tramite test sierologici (1-2 anni); creazione di campi di confronto con i soli individui sani, dove dopo il terzo anno di impianto, vengono effettuati rilievi morfologici e attitudinali (5-8 anni); selezione di nuovi cloni ad elevato potenziale produttivo e/o qualitativo.

    Voci correlate

    SELEZIONE CLONALE - Glossario Vitivinicolo | d'Araprì