CIVC

    istituzione che rappresenta tutta la filiera dello Champagne e cha ha il compito di organizzare e controllare la produzione, la distribuzione e la promozione dei vini della regione, nonché di condurre la ricerca di base e difendere il nome dello Champagne in tutte le sedi istituzionali. Note: La sigla CIVC è un acronimo di Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne, ed è ben nota anche ai commercianti di vini, che contribuiscono a formare l’ossatura, la composizione e la direzione di questa potente istituzione. Fondato nel 1941, il CIVC è l’erede di oltre un secolo di problemi sollevati e pazientemente risolti e rappresenta il risultato tangibile di un’evoluzione della mentalità che non aveva potuto realizzarsi prima a causa di un’opposizione ancestrale delle categorie. Nel 1891, in seguito all’attacco della fillossera, si era inizialmente costituito il Grand Syndicat dei viticoltori e commercianti, sotto l’egida del prefetto della Marne, che svolgeva le funzioni di una sorta di comitato a difesa dei vigneti e della categoria. Questo organismo non durò più di 5 anni, ma il flagello devastatore fu sconfitto e il virus del sindacato si infiltrò nella categoria. Dopo la delimitazione definitiva della zona di denominazione (1927), venne istituita una commissione di propaganda e difesa dei vini della Champagne sul modello del defunto Grand Syndicat. In seguito, per stabilire i prezzi obbligatori dell’uva, fu creata, nel 1935, la Commission de Chàlons, che divenne Bureau National de Répartition du Vin de Champagne nel 1940 per trasformarsi, sotto l’occupante nazista (Otto von Klaebitch) nell’attuale Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne dietro l’impulso di Robert-Jean de Vogui per i commercianti e di Maurice Doyard per i viticoltori (legge del 12 aprile 1941). Alcune ordinanze (1946 e 1986) hanno strutturato l’organismo, che presenta oggi la forma piramidale classica di un’istituzione bipolare. La presidenza viene esercitata congiuntamente dal presidente delle aziende di commercializzazione e da quello dei viticoltori, ciascuno assistito da 5 membri della rispettiva categoria per formare la Commissione consultiva. Un commissario del governo, il prefetto della regione Champagne-Ardenne, rappresenta i poteri pubblici (l’organismo è a partecipazione pubblica) e alcune commissioni paritetiche specializzate svolgono le diverse attività del CIVC, i cui responsabili provengono, rispettivamente, dal Syndicat des Vignerons e dall’Union des Maisons de Champagne. Dotato di ampi poteri giuridici che gli consentono di svolgere le missioni prefissate, il comitato è autorizzato a riscuotere due tasse per procurarsi i mezzi finanziari necessari alla loro realizzazione: una royalty di vendemmia “percentualizzata” a carico delle due categorie e una tassa per bottiglia spedita. Tra i passaggi più significativi troviamo il seguente: «... organiser, controler, orienter la production, la distribution, la transformation et les échanges des vins produits dans la Champagne délimitée, organiser les rapports entres les différentes professions intéressées, intervenir pour l’approvisionnement du marché en cas de production déficitaire ou son assainissement en cas de production excédentaire...». Il budget generale viene valutato a 13,7 milioni di euro, di cui un terzo va alle operazioni di natura tecnica e alla ricerca. Un altro terzo viene investito nelle comunicazioni e nella difesa della denominazione. Le spese generali di funzionamento rappresentano un quarto dei mezzi destinati a un centinaio di dipendenti. L’equilibrio economico tra i due elementi che compongono il comitato è una priorità; ne deriva una missione di regolamentazione dei prezzi e dei contratti integrata dai mezzi di controllo pertinenti, come buoni di ritiro per la merce, schedario viticolo, diritti di piantagione, dichiarazione di raccolta ecc. Il CIVC è anche incaricato di missioni di natura tecnica, svolte dai suoi attrezzati laboratori nelle diverse discipline che interessano la categoria, allo stesso titolo delle informazioni raccolte e diffuse dai suoi servizi economici. Inoltre, si occupa della difesa della denominazione in stretta collaborazione con l’INAO (Institut National des Appellations d’Origine). In grado di promuovere azioni giuridiche internazionali, l’organismo è anche promotore di programmi istituzionali e pedagogici.
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    Voci correlate

    CIVC - Glossario Vitivinicolo | d'Araprì