IBRIDI DA PRODUTTORI DIRETTI
varietà di vite che, essendo derivata da un’ibridazione fra una vite europea e una vite americana, ha ereditato dalla prima la capacità di produrre uva commestibile e dalla seconda la resistenza alla fillossera. Ne è un esempio l’uva fragola giunta dall’America del Nord nei primi dell’ottocento. La prima vite americana a giungere sul suolo europeo fu l’Isabella o Uva Fragola, che fece la sua comparsa in Francia intorno al 1820. L’Isabella è un incrocio tra la vitis labrusca e la vitis vinifera. Da questi ibridi è possibile produrre vino che dà quel tipico sentore foxy.
Note: La commercializzazione di vino da ibridi produttori diretti (uve americane) è vietata in Italia dal 1931, con la legge 376, e con l’art. 22 del DPR 12 febbraio 1965 n° 162 si proibisce anche la vinificazione di uve diverse dalla Vitis vinifera. La Vitis vinifera ha tali caratteristiche genetiche per cui i suoi antociani sono soltanto monoglucosidi, mentre gli antociani contenuti nei frutti delle altre specie di Vitis (tipo Vitis labrusca) sono prevalentemente sotto forma di diglucosidi e quindi sotto tale forma si ritrovano prevalentemente negli ibridi diretti, soprattutto per la presenza della Malvina di glucoside, sostanza colorante propria delle uve americane. Per cromatografia su carta o su strato sottile è possibile riconoscere la presenza in un vino rosso dei diglucosidi delle antocianidine, quindi la loro presenza è generalmente considerata indice di aggiunta di vino di ibridi. Per gli ibridi che producono vino da uve bianche non esiste una tale oggettiva possibilità di identificazione.