Degustazione

    Il Colore dei Corpi

    Il colore dei corpi è dovuto all’assorbimento di radiazioni nel campo del visibile. Infatti, quando un corpo assorbe un gruppo di radiazioni dello spettro visibile, ci appare colorato ed il suo colore è dato dalla risultante di tutte le radiazioni trasmesse (quelle che riescono ad attraversarlo o che vengono riflesse). 
    L’insieme delle radiazioni assorbite e quello delle radiazioni trasmesse, costituisce una coppia di colori complementari rispetto alla luce incidente.

    Le combinazioni dei colori semplici dello spettro luminoso sono la base di tutte le tinte. Si chiamano colori composti quelli che derivano da una miscela. 
    Il bianco si ottiene unendo tutti i colori in giuste proporzioni o mischiando due colori complementari. L’arancione si ottiene con il rosso e il giallo; il verde con il giallo e il blu ecc. Con il bianco si possono schiarire i colori. Il nero non è un colore, ma l’assenza di colore, vale a dire l’assorbimento totale dell’irraggiamento ricevuto. 
    Ecco qui di seguito la corrispondenza tra la lunghezza d’onda delle radiazioni assorbite e il colore visibile. Il colore assorbito determina il colore complementare.

    Per la comprensione di molti fenomeni riguardanti il colore, può essere d’aiuto il circolo cromatico secondo Ostwald, rappresentato in figura.

    Esso è composto di 24 colori, ciascuno dei quali ha una tonalità leggermente diversa dai due colori ad esso adiacenti. I colori che su questo circolo sono situati in posizioni diametralmente opposte, sono appunto una coppia di colori complementari. L’unione di due qualsiasi colori complementari, può dare il bianco, il grigio od il nero, a seconda se è fatta con criteri additivi oppure sottrattivi.
    Illuminando ad es. uno schermo con due luci distinte, corrispondenti a due colori complementari, si ha la sensazione del bianco, poichè in questo caso gli effetti delle singole luci vengono sommati. 
    Se, invece, sullo stesso schermo viene inviato un raggio di luce bianca, interponendo sul cammino due filtri a colori complementari, si ha l’interdizione del raggio e quindi la sensazione del nero. Infine, mescolando intimamente due polveri o due liquidi colorati a toni complementari, si ha un miscuglio di colore grigio; in questo caso l’addizione dei due colori comporta un’addizione soltanto parziale dei corrispondenti effetti cromatici. 
    Nella figura, accanto a ciascun colore, sono indicate le lunghezze d’onda in nm delle corrispondenti radiazioni dello spettro visibile; i toni contrassegnati con E.S., che non sono riferibili ad alcuna radiazione spettrale, vengono chiamati colori «extra spettrali». 
    Il circolo cromatico può essere utilizzato per dedurre il colore dei corpi. Ecco la corrispondenza tra la lunghezza d’onda delle radiazioni assorbite ed il colore apparente; alle colonne di destra si contrappongono i colori complementari.

    Il colore ad esempio di vino deriva dalla possibilità di assorbire indifferentemente le radiazioni cromatiche che lo attraversano. Un vino appare rosso perché assorbe maggiormente le radiazioni corrispondenti agli altri colori, rispetto a quelle che rappresentano il rosso, lasciando passare le radiazioni rosse fino a raggiungere l’occhio. Un vino bianco sembra giallo perché assorbe le radiazioni violette e non ferma quelle gialle. 
    Il colore del vino è il risultato delle differenze di comportamento di fronte alla luce con lunghezze d’onda comprese tra 420 e 620 nm, vale a dire i colori apparenti dal giallo al blu, passando per l’arancione, il rosso e il porpora. Questo colore può essere valutato con o senza misure. Le misure determinano l’assorbimento luminoso alle diverse lunghezze d’onda con l’aiuto di uno spettrofotometro che permette di tracciare lo spettro di assorbimento. Si calcola così l’intensità colorante (IC) attraverso la somma delle assorbanze a 420 nm (giallo), 520 nm (rosso) e 620 nm (blu) e la tonalità o la tinta (T) attraverso il rapporto tra l’assorbanza a 420 e a 520 nm. 
    Nel corso dell’invecchiamento si assiste generalmente a un abbassamento dell’intensità colorante con un aumento della tinta, corrispondente a una diminuzione del colore rosso violaceo a spese di un aumento del colore giallo aranciato, mattonato.

    A partire da queste stesse misure si possono utilizzare i metodi standardizzati della Commissione internazionale per l’Illuminazione (CIE) che caratterizzano tutti i colori con degli indici e/o una rappresentazione grafica. A titolo d’esempio, si può esprimere qualsiasi colore con soli tre valori che rappresentano la componente verde-rosso, la componente blu-giallo e la componente bianco-nero o saturazione, che va dal molto tenue al molto colorato. 
    Più semplicemente, e da molto tempo, l’assaggiatore definisce il colore dei vini attraverso le parole. Questi termini sono a volte ambigui. Si possono utilizzare allora dei campionari che definiscono numerosi colori attraverso nomi con una definizione fisica ben precisa. Tale sistema è d’uso comune per tipografi, produttori di tessuti e carrozzieri. Si sostituisce il colore fragola con BF 30030 e il colore fragola intenso con A 42424: si guadagna in precisione e riproducibilità quello che si perde del lato poetico.

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