LA NASCITA DELLE DENOMINAZIONE DI ORIGINE
È stato il giurista francese Pierre Marie Gabriel Le Roy Boiseaumarié , detto barone Le Roy (1890-1967), a dare vita alle denominazioni vitivinicole che si sono poi diffuse nel mondo intero. Pilota di caccia durante la Prima guerra mondiale, avvocato di professione.
Nel 1919 sposò Emma Bernard Le Saint, ereditiera di Château Fortia nel Rodano meridionale, uno dei vini più prestigiosi della regione dello Châteauneuf-du-Pape. Rinuncia all’avvocatura per convertirsi alla viticoltura e da allora si fa grande difensore della tutela e della regolamentazione territoriale vitivinicola.
La Francia viticola di quel periodo non va molto bene, Châteauneuf-du-Pape ancora meno. È l’epoca di tutti i mali, delle frodi di ogni sorta, del ristagno delle vendite (e/o della sovrapproduzione), di processi di coltivazione poco rispettosi dell’ambiente, dell’utilizzo di uve provenienti da altre regioni, anche da paesi stranieri, ecc.
Il barone Le Roy, dal rigore tipicamente militare, si mette al servizio di una battaglia che terminerà, dopo un lungo processo, con la creazione di parametri specifici. Su richiesta delle più grandi famiglie viticole dello Châteauneuf-du-Pape, tenta infatti nel 1923, periodo in cui la miseria regna sui vigneti, di elaborare un quadro regolamentare.
Accetta di dirigere questa missione alla sola condizione che i suoi stessi postulanti comincino ad applicare le regole completamente rivoluzionarie da lui stesso redatte.
Nel 1923, definì un’area più adatta alla viticoltura secondo le sue analisi (oggi si direbbe: ecologiche). I suoi criteri erano le piante selvatiche timo e lavanda che crescono insieme qui.
Per quest’area determinò le varietà di uva ancora oggi utilizzate, che si adattano meglio al tipo di terreno e al clima.
Nel 1924, il consorzio dello Châteauneuf adotta con un’assemblea generale i seguenti principi regolamentari:
- la delimitazione dell’area produttiva che si fonda sulla natura del suolo e la tipicità dei vitigni
- l’utilizzo di vitigni nobili è obbligatorio, la lista deve essere precisa
- i metodi di coltivazione sono regolamentati; • è imposto un grado alcolico minimo (12,5°)
- la cernita delle uve deve essere realizzata nel momento della vendemmia, ecc
Fondò quindi un’associazione di viticoltori a Châteauneuf-du-Pape nel 1924 e l’Union Côtes du Rhône nel 1929. Nel 1930, insieme al ristoratore e scrittore Maurice E. Sailland, alias Curnonsky (1872-1956), fonda L’Académie du Vin de France, sul modello dell’Académie Française.
Nel 1935, con l’amico e professore di agricoltura Joseph Capus (1868-1947), fu creato il precursore dell’attuale INAO (Institut National de l’Origine et de la qualité).
Il consorzio dello Châteauneuf si fa dunque precursore applicando ciò che una quindicina di anni dopo (legge del 30 luglio 1935) diventerà la denominazione di origine controllata (AOC – Appellation d’Origine Contrôlée in Francia) e Boiseaumarié può essere considerato l’ideatore e il fondatore del sistema di denominazione francese (base dell’attuale sistema si protezione europeo).
Questa regolamentazione ha l’effetto di una bomba. Si estende dapprima in tutta la valle del Rodano, poi a tutta la Francia.
L’operato del barone Le Roy sarà finalmente riconosciuto e adattato su scala intemazionale. Per i suoi servizi alla qualità del vino, Pierre Boiseaumarié è stato nominato Ufficiale della Legione d’Onore ed eletto Presidente dell’OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin).
In Italia nel 1963 , grazie all’impegno del senatore Paolo Desana promotore principale e primo firmatario, viene approvata la legge 930 sulla DOC (denominazione di origine controllata) dei vini italiani.
Il 1° novembre 1966 entrano in vigore i disciplinari delle prime quattro doc italiane, riconosciute da un Decreto del Presidente della Repubblica del 3 marzo 1966:
- la Vernaccia di San Gimignano, con disciplinare pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 110 del 6 maggio del 1966
- l’Est! Est! Est! Di Montefiascone, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 111 del 7 maggio 1966
- l’Ischia bianco, l’Ischia rosso e l’Ischia superiore pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 112 del 9 maggio 1966
- il Frascati, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 119 del 16 maggio 1966.
L’Unione Europea ha introdotto un disciplinare per i marchi da applicare su tutti quei prodotti gastronomici che hanno una storia speciale. Nel caso dei vini italiani, si ricordano i marchi DOC (Denominazione di Origine Controllata), DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), IGT (Indicazione Geografica Tipica), VDT (Vino da Tavola) e VQPRD (Vino di Qualità Prodotto in Regioni Determinate).
Le norme contenute nel regolamento europeo riguardano anche le informazioni da riportare sull’etichettatura dei vini: denominazione della categoria; titolo alcolometrico; provenienza; identità dell’imbottigliatore, del produttore o del venditore; tenore zuccherino; numero di lotto, modalità di smaltimento e valori energetici.
