RENDEMENT DE BASE
“resa-base” per ettaro in Champagne. Costituirebbe, in teoria, la resa di riferimento per la determinazione della quantità massima di prodotto ammessa per ettaro. In realtà ha importanza solo come base di calcolo della resa massima consentita (vedi PLC). Il sistema delle rese prevede revisioni annuali del quantitativo massimo consentito (rendement de base) con un limite regolamentare di 124 ql/ha. L’importanza di questo parametro è relativa: infatti, nelle annate normali ai produttori e concesso un incremento fino al 25 per cento (max 155ql/ha) stabilito anche questo aunnalmente dal CIVC. Il valore incrementato è detto plafond limite de classement (PLC) o plafond butoir. Qiundi ad esempio per quell’anno il CIVC stabilisce un rendement de base di 105 ql/ha e un PLC di 125 ql/ha, questo significa che il produttore potrà raccogliere e vinificare a vini base champagne 125 ql/ha, ma solo però 105 ql/ha potranno andare a tirage quell’anno e diventare Champagne. La differenza (125-105 = 20 ql/ha) costituisce la bloquée o réserve qualitative, cioè la riserva di vino fermo, che dovrà essere messa da parte e non tirata nell’annata in corso. Ad essa si far ricorso nelle annate di raccolto deficitario o di maggior richiesta, previa autorizzazione (il déblocage, cioè “lo sblocco”) sempre da parte del CIVC. Eventuali prodotti oltre il limite del PLC, i cosiddetti vins ordinaires (VO) — dovrebbero ai sensi del regolamento essere avviati alla distillazione entro il 15 dicembre dell’anno del raccolto. Tuttavia se questi vini dopo l’assaggio dovessero essere migliori rispetto a quelli della quota della réserve qualitative, si potranno usare per sostituire la RQ e la parte equivalente scartata di quest’ultima dovrà essere obbligatoriamente avviata alla distillazione. Se invece la qualità del vino dovesse essere inferiore, si potrà decidere se tenerlo in parte e, sempre in quantità equivalente, di mandare in distilleria i vini più vecchi. In pratica accade che le uve in eccesso potranno essere sì vinificate e si potrà sforare le quote imposte, ma alla fine in magazzino lo scarto ci dovrà essere comunque, al fine di riportare nei limiti consentiti la quota di riserva. Il tutto è gestito dal CIVC anno per anno. in modo da regolare la domanda e l’offerta di Champagne tale che non ci sia mai un eccesso o una carenza di vino sul mercato mondiale.