CM (Coopérative de manipulant)

    sigla usata dai produttori di Champagne, che indica la cantina sociale che vinifica e spumantizza le uve dei propri soci, ovvero Cooperativa che elabora, nei propri locali, i vini prodotti dalle uve dei soci aderenti. Non sempre il singolo proprietario di vigneto ha la forza economica o la volontà di mettere in commercio il proprio vino; magari non possiede le strutture adeguate per vinificare e affinare le bottiglie, oppure la superficie di terra posseduta è talmente piccola da non giustificare investimenti per la costruzione di una cantina o, più semplicemente, non ci sono tempo e risorse per diventare un Récoltant Manipulant. In tutti questi casi la scelta ricade sulla cooperazione, sulla creazione di un gruppo di proprietari di vigna che uniscono le proprie forze per avviare una struttura produttiva comune, dove confluiscono e vengono lavorate le uve di tutti i soci, ripartendo in questo modo le ingenti spese necessarie per elaborare lo Champagne, che verrà venduto a marchio della cooperativa. Le cooperative più antiche sono oramai presenti da molto tempo, anche più di un secolo, e sono spesso un punto di riferimento nella vita economica del villaggio dove hanno sede. La dimensione e il numero dei soci possono variare da poche unità a centinaia di conferitori, fino ad arrivare a realtà sorprendentemente grandi come le cooperative di secondo livello, ovvero le cooperative di cooperative, capaci di rilasciare alcuni milioni di bottiglie ogni anno. Molte hanno sede in un villaggio e sono composte quasi esclusivamente da soci conferitori del villaggio stesso e delle aree immediatamente adiacenti, riuscendo così a mantenere un’identità di luogo da legare ai propri vini e alle proprie strategie commerciali. Praticamente una via di mezzo tra il mondo dei vignaioli e quello dei grandi marchi. Se le dimensioni della cooperativa e del suo parco vigne diventano importanti, le dinamiche saranno più simili a quelle di una Maison; con numeri, politica di posizionamento e branding da grande azienda. Oltre a produrre e commercializzare Champagne a marchio proprio, le cooperative possono collaborare con una o più Maison, vendendo loro una parte del vino prodotto. Le grandi marche possono ricorrere alle cooperative, acquistarne uve o vino per integrare le proprie scorte, per far fronte alle richieste del mercato, per avere a disposizione vini di aree pregiate dove non posseggono vigne o conferitori diretti. I vini delle cooperative provenienti dai villaggi più stimati sono ambiti e ricercati dalle Maison e sono al contempo una fonte non trascurabile del reddito per la cooperativa stessa. In questo senso le cantine sociali fungono, per i negozianti, come una sorta di banca del vino a cui poter attingere in base alle esigenze, all’annata, alla provenienza delle uve. Un sistema di mutuo bisogno e supporto che giova a entrambe le parti.

    Voci correlate

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