SPUMANTE (come conservarlo)

    lo Spumante è messo in commercio dopo un lungo affinamento, quando ha raggiunto il grado ottimale d’evoluzione ed affinamento, dunque è pronto per essere consumato; esso non migliora ulteriormente dentro la vostra cantinetta. Una volta portata a casa, è meglio consumare la bottiglia rapidamente (entro 3-4 mesi). Lo Spumante, come tutti i vini, soffre la luce e gli sbalzi di temperatura; conservate perciò le bottiglie in un luogo fresco (10-15 gradi), lontano da fonti di luce e di calore. La luce del giorno, tubi fluorescenti al neon e in misura minore, le lampade tradizionali ad incandescenza sono tutte le fonti luminose che fanno insorgere il classico “gusto di luce” (marcata riduzione) nel caso di esposizione prolungata. Il meccanismo della comparsa di questo gusto di ridotto molto forte richiama nozioni di chimica del vino. Notiamo soltanto che, nella sua fase finale compaiono odori particolarmente cattivi: di cavolo, di uova marce. Qualora non sia possibile mantenere le bottiglie ad una distanza sufficiente da questi raggi indesiderabili, si raccomanda di tenere le bottiglie nella propria confezione di cartone. Le bottiglie dovranno essere coricate di modo ché il tappo resti a contatto con lo spumante e quindi di mantenere la sua elasticità. Invece, in piedi si ha l’essiccazione del sughero con perdita di tenuta del gas. Le cantine tradizionali, ben ventilate, rispondono bene ai requisiti di temperatura e umidità idonei alla conservazione degli spumanti, mentre i ripostigli delle case di abitazione non sono idonei per la conservazione dei vini spumanti. In appartamento i frigoriferi forniscono speciali condizioni di conservazione analoghe a quelle delle grotte. I dispositivi più efficienti permettono di regolare anche l’umidità, ed includono una funzione di controllo delle vibrazioni e, quando la porta è trasparente, il vetro filtra i raggi ultravioletti.

    Voci correlate

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