PORTINNESTO

    tralcio di vite provvisto di apparato radicale su cui si innesta un tralcio (marza) con una o più gemme di una varietà vinifera differente (v. innesto). Parte di pianta utilizzata come epibionte (marza o gemma) nella propagazione per innesto. Prima della comparsa della crisi fillosserica (1863), i ceppi costituivano un «pezzo» unico, cioè la parte slanciata e visibile della pianta era un tutt’uno con la radice. Ma la distruzione delle radici in seguito alle punture di questo pidocchio venuto dall’America ha reso necessario l’innesto delle viti su radici provenienti dal continente americano. Infatti, durante la crisi della fillossera, si osservò, anche se troppo tardi, che le viti americane resistevano, mentre quelle europee morivano. La scelta di innestare le piante sulle radici si rese allora necessaria. Ma ci si doveva accertare innanzitutto della compatibilità tra le due parti da innestare, e poi anche di quella fra portainnesto e natura del terreno. È ovvio che la fillossera resta il più grande disastro della storia del vino, ma si può ritenere che da questo male sia venuto del bene, e non solo per i vivaisti. Infatti, l’arrivo del flagello arrestò di colpo una politica di impianto anarchico e di ricerca sfrenata del rendimento elevato. All’inizio della crisi, gli impianti erano estesi su terreni privi di qualità e troppo produttivi. Poiché la malattia si estese rapidamente, divenne chiaro che tutti i viticoltori non avrebbero potuto ristrutturare il proprio vigneto in tempo. Resistettero solo le aziende che potevano permettersi economicamente una ristrutturazione, il che operò «naturalmente» e su scala mondiale una selezione dei migliori vitigni sui territori migliori. Questo periodo di ricerca e di ristrutturazione è durato una cinquantina d’anni, nel corso dei quali sono state messe a punto centinaia di varietà di portainnesti. La scelta del portainnesto tiene conto di numerosi parametri: la compatibilità con il terreno e i ceppi, il livello di resa controllata naturalmente, la non alterazione del gusto finale e della qualità del vino, ecc. Il clima e la geologia vietano l’uso di alcuni portainnesti, favorendone altri. Comunque sia, una scelta errata in questo settore si ripercuote per quaranta o cinquantanni (età adulta di una pianta). È un errore che dunque influisce profondamente sulla qualità del vino. Sinonimo: Radice

    Voci correlate

    PORTINNESTO - Glossario Vitivinicolo | d'Araprì