RM (Récoltant-Manipulant)

    sigla utilizzata dai produttori di Champagne che indica il vigneron che effettua la lavorazione, nei propri locali, di uve e vini prodotti esclusivamente dai propri vigneti. Il requisito indispensabile per appartenere a questa categoria è quello di coltivare e raccogliere le uve dalle proprie vigne e lavorarle direttamente nella propria cantina. Seguire personalmente ogni fase della produzione, dalla conduzione del vigneto fino alla tappatura finale. Unica deroga concessa: l’acquisto ogni anno di uva, mosto o vino fino al 5% della propria produzione totale annua. Questa eccezione consente un minimo di elasticità nell’approvvigionamento in caso di vendemmie non favorevoli, aiutando così il vigneron a mantenere costante il proprio standard qualitativo. Inoltre, con l’acquisto di questa piccola percentuale si riesce a dare la possibilità di realizzare cuvée altrimenti non ottenibili. Pensiamo ad esempio a un Récoltant Manipulant che possegga solamente vigne di Chardonnay: come potrebbe mai produrre uno Champagne Rosé se non avesse la possibilità di acquistare una piccola parte di uve a bacca nera o di vino rosso per dare colore alla cuvée? La normativa consente al R.M. di vendere parte delle proprie uve alle Maison, generando cash flow che garantisce e sostiene economicamente l’attività del vignaiolo, rendendolo in grado di affrontare i costi e i lunghi tempi di lavorazione necessari per realizzare il proprio Champagne. In questa categoria ricadono parecchi celebri vignaioli che con i loro vini fanno sognare gli appassionati di tutto il mondo. Lo scopo primario di queste persone, che in genere posseggono pochi ettari di vigneto, è quello di valorizzare al massimo il luogo di origine delle uve, di rendere evidente il carattere del/dei Cru che hanno a disposizione, cercando al contempo di realizzare uno Champagne che rappresenti il loro pensiero e le loro preferenze stilistiche. Maturità completa delle uve senza lasciare spazio ad acidità sgarbate, vinificazioni e lavorazioni artigianali, uso comune del legno come mezzo per arricchire tessitura e complessità gustativa, ricerca di ossidazioni più o meno esplicite: queste sono le cifre stilistiche che caratterizzano il lavoro di molti affermati vignaioli. L’obiettivo primario è cercare innanzitutto di creare il miglior vino base possibile, ricco ed espressivo. Vini fatti per raccontare in maniera decisa l’origine delle uve, la singolarità di uno specifico luogo visto attraverso gli occhi del vignaiolo. Unicità e artigianalità accendono la passione dei consumatori che cercano nel vino emozione e coinvolgimento, accettando volentieri anche qualche eccesso di artigianalità e una dose di incostanza. Non sono vini fatti per accontentare tutti, qualche consumatore può restare spiazzato dall’incontro con prodotti estremamente connotati e fuori dagli schemi classici che ci si aspetta di trovare in uno Champagne. Accanto ai rivoluzionari dello Champagne troviamo anche una larga fetta di vignaioli più vicini alla tradizione, al gusto rassicurante creato e portato avanti principalmente dalle grandi Maison. Importante è non fare di tutta l’erba un fascio, non basta essere un R.M. per possedere talento o vigneti di pregio. Come in tutte le vicende umane, esistono i fuoriclasse, i capaci, ma anche coloro che sono meno abili nel creare il proprio vino. Sta al consumatore cercare, assaggiare e identificare i produttori il cui stile li soddisfa e coinvolge maggiormente. Sono circa 4500 viticoltori, solitamente medio piccoli, che insieme alle cooperative rappresentano circa un terzo della produzione totale di Champagne. Dei grandi marchi, solo Ruinart vinifica uve da vitigni propri.

    Voci correlate

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