BOTTAIO

    questa professione risale all’epoca gallica. All’inizio si chiamava carpentiere della botte, ed è solo nel XVIII secolo che è apparso il termine «bottaio». Si è portati a pensare che solo l’origine dei legni (in generale quello di quercia) influisca sul sapore di un vino affinato nel fusto o in barrique, ignorando così la firma del maestro, con il suo savoir-faire e la sua destrezza. Il bottaio ha un ruolo da non sottovalutare in relazione al sapore complessivo di un vino. Nessuna macchina è mai riuscita a sostituire l’uomo nel compito della fabbricazione della botte. Realizzare l’assemblaggio delle assi (doghe) di legno piegate dal calore del fuoco vivo e tenute insieme da un semplice cerchio di ferro, evitando le fuoriuscite, è un’arte. La professione del bottaio non conosce crisi. Ogni anno vengono fabbricate più di 500.000 botti per soddisfare la richiesta mondiale. Il ruolo di un bottaio non consiste esclusivamente nel costruire botti nuove. I bottai garantiscono anche la manutenzione di quelle vecchie, restaurandone altre per la vendita dell’usato. Assicurano inoltre lo smontaggio, la manutenzione e il rimontaggio dei grandi tini di legno. Molte aziende acquistano botti già usate e revisionate da un bottaio, sia nel caso in cui non serva legno nuovo per la produzione, sia nel caso in cui la disponibilità economica non permetta di fare un tale investimento. Quello che non tutti sanno è che un bottaio serio è spesso anche un buon degustatore. Deve recarsi dai propri clienti per degustare i vini e per poter comprendere l’influenza delle proprie botti e delle proprie competenze su un particolare vitigno, oppure per identificare lo stile di vinificazione del cliente. Infine metterà a punto le tecniche necessarie di fabbricazione, come il tempo di bruciatura, per adattarle al vitigno e al tipo di vino prodotto.

    Voci correlate

    BOTTAIO - Glossario Vitivinicolo | d'Araprì