CHITOSANO
bio-polimero di origine fungina, non allergene, utilizzato per il trattamento dei vini contaminati dai Brettanomyces. Impiegato in ragione di 2-4 g/hL, il chitosano permette di riportare il tenore di Brettanomyces al di sotto della soglia di pericolo, e ciò anche per vasche fortemente contaminate. Si fissa sulle cellule dei Brettanomyces e si deposita sul fondo della vasca con le fecce. Le prove hanno dimostrato che non ha influenza sulle popolazioni di Saccharomyces cerevisiae, né sulla cinetica di fermentazione alcolica, e nemmeno sui batteri lattici Oenococcus oeni e sulla fermentazione
maiolattica. Si consiglia tuttavia un periodo di 7 giorni tra il trattamento con chiosano e l’inoculo di Oenococcus oeni, nel caso di una fermentazione maiolattica non spontanea. Autorizzato dal Regolamento (CE) N° 53/2011 del 21 gennaio 2011 alla dose massima di:
• 100 g/hl per la riduzione del tenore di metalli pesanti, in particolare ferro, piombo, cadmio, rame, e per la prevenzione della casse ferrica e della casse rameica;
• 500 g/hl per la riduzione degli eventuali contaminanti, in particolare l’ocratossina A;
• 10 g/ hl per la riduzione delle popolazioni di micro-organismi indesiderabili, in particolare i Brettanomyces.
