SOLE

    gioca un ruolo fondamentale nel ciclo della vigna, allo stesso modo dell’acqua. La vigna è una «fabbrica di zuccheri», e per questo ha bisogno di acqua e di sole, ma senza eccedere, in quanto l’equilibrio di un vino è lo scopo ultimo di un viticoltore. La viticoltura si prefigge di produrre le uve più adatte a tale risultato. La vite è influenzata da numerosi varianti, su cui l’uomo non ha controllo. L’insolazione, in particolare, sarà determinante praticamente in tutte le fasi del ciclo vegetativo. Il sole interviene indirettamente apportando la propria energia al «motore» (fogliame) che, per il fenomeno della fotosintesi, permetterà la formazione dell’uva. Una volta formatosi il grappolo, il sole sulla zona fruttifera accompagna l’evoluzione dell’uva fino alla vendemmia. L’esposizione dei grappoli al sole costituisce un fattore importante per un’uva di qualità. In base all’intensità della luce solare, si dovrà scegliere se esporli o proteggerli con il fogliame tagliando o meno quest’ultimo. Spesso si sente dire, a torto, che più la resa è fiacca, migliore sarà il vino. E invece l’uva necessita di un equilibrio perfetto. Tale equilibrio dipende da quello del ciclo di vegetazione e ogni eccesso risulterà nocivo. E sbagliato pensare che un vigneto molto soleggiato sia un grande vigneto, in quanto è difficile in questi casi gestirne l’acidità. L’unico modo per garantire una certa freschezza al vino è raccogliere le uve prima che giungano a completa maturazione. Se si possono utilizzare numerose tecniche per tentare di ristabilire un certo equilibrio, ma solo l’intervento del sole in modo giusto ed equilibrato può soddisfare questa esigenza. Il ciclo vegetativo di un grande millesimo alternerà periodi di caldo ad altri caratterizzati da temperature più basse, fasi durante le quali la vite riprende a respirare. Il sole splendente, garante di una salubrità perfetta e di una maturazione completa, sarà atteso con gioia alla fine del ciclo e prima del raccolto.

    Voci correlate

    SOLE - Glossario Vitivinicolo | d'Araprì