INTERMEDIARIO
se la filiera viticola coinvolge un gran numero di soggetti diversi, alcuni hanno interesse più di altri a essere discreti e sono quindi meno noti al grande pubblico. Il proprietario, l’enologo, il giornalista specializzato o alcuni sommelier nutrono tutto l’interesse di farsi conoscere dal pubblico. Al contrario, l’intermediario è sempre un uomo che agisce nell’ombra, ma è particolarmente influente. Questa professione altamente specializzata esiste sin dall’epoca romana. L’intermediario è un esperto. Fa parte di un sindacato regionale preciso, è uno specialista insostituibile per la sua conoscenza approfondita del terroir su cui esercita, ma anche degli uomini, delle famiglie e delle tradizioni locali. E’ parte integrante di quello che potremmo chiamare «ecosistema regionale». La maggior parte dei viticoltori non mette tutta la propria produzione in bottiglia. L’intermediario è la persona alla quale il viticoltore (o la cantina cooperativa) affida una parte della produzione che si trova ancora nei tini o nelle botti, affinché sia venduta sfusa presso potenziali acquirenti come negozianti o altre cantine cooperative. L’intermediario fa da tramite tra due vinificatori, l’uno desideroso di acquistare un complemento del vino per i suoi bisogni commerciali, l’altro desideroso di liberarsi di un lotto in eccedenza. Un viticoltore particolare può anche alleggerirsi di un lotto di bottiglie non etichettate, che sarà rivenduto a un negoziante su richiesta. Se la discrezione fa parte del suo mestiere, l’intermediario è prima di tutto un commerciante. Rappresenta anche il barometro dell’economia vitivinicola locale. Il
negoziante chiede informazioni all’intermediario su un certo vino piuttosto che un altro, sulla tendenza del mercato e sui suoi bisogni. Diventa persino il mediatore in caso di controversia afferente all’integrità di un produttore, o all’autenticità della provenienza di un vino.