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pronunciato “menù” e scritto in italiano con o senza accento, ha origini francesi e deriva dalla parola “minuta”, e cioè l’appunto che il capo cuoco o, in alcuni casi, il maggiordomo, compilava quotidianamente per il padrone di casa in base alla disponibilità della dispensa, del mercato e della propria creatività. Secondo la definizione data all’inizio del Novecento dal celebre chef d’Oltralpe Auguste Escoffier, che all’arte di comporre il menu dedicò un intero libro, questa parola ha due distinti significati: il primo indica l’insieme delle pietanze e delle bevande che entrano nella composizione di un pasto; il secondo si riferisce al cartoncino sui cui il programma è riportato. Quindi: non si tratta dell’elenco di tutte le pietanze disponibili nel ristorante ma di una selezione per il servizio. Quella che troviamo al ristorante è invece la “carta delle vivande” o più comunemente “carta”.
