BOTRTYS CINEREA
tipica efflorescenza che, in particolari condizioni ambientali e per elevata umidità, può attaccare la vite e soprattutto il suo frutto, causando notevoli danni che si riflettono sulla produzione e sulla qualità del vino. Quando la percentuale di uva colpita è alta, si dice che lo stato sanitario dell’uva non è buono. Essa provoca, fra l’altro, la formazione di un enzima di ossidazione, la laccasi, che la SO2 da sola non riesce ad inibire. Tuttavia, durante la fermentazione, via via che l’alcol aumenta, l’effetto congiunto SO2 e alcol riesce a contrastare tale enzima.
Note: In alcuni casi, quando la Botrytis cinerea, per favorevoli condizioni climatiche, temperatura fredda e limitata umidità relativa, attacca acini maturi e apparentemente integri, viene definita “muffa nobile”. In questo caso il micelio penetra, attraverso microlesioni della buccia, nell’interno dell’acino favorendo una elevata perdita di acqua con conseguente concentrazione di zuccheri e trasformazione di alcuni acidi, in particolare tartarico e malico. Questa ‘muffa nobile’, inoltre, elabora assieme ad altri elementi del suo metabolismo, un complesso di sostanze aromatiche particolari che conferiscono al vino ‘botritizzato’ aromi tipici e inconfondibili e il mosto ricavato da grappoli botritizzati è la materia prima ideale per la produzione di grandi vini dolci. I territori di elezione del ‘muffa nobile’ sono la Renania e il Palatinato in Germania, le zone del Sauterne in Francia e del Tokaj in Ungheria. In Italia la sua apparizione è limitata a poche zone, anche se il fenomeno può presentarsi sulle uve appassite su graticci o in appassitoi, in particolari condizioni di temperatura e umidità.