MINERALE
si dice di un vino che ha preso sapore o aroma di minerali dal suolo del vigneto (gusto di pietra focaia e selce), si tratta perlopiù di una sensazione gustativa. Spesso impiegato dalla maggior parte dei professionisti, risulta alquanto difficile da definire e raramente si raggiunge l’unanimità. La sensazione di mineralità è spesso associata alla sensazione di acidità. Anche alcune note di «petrolio», che spesso si ritrovano nei Riesling tedeschi, francesi o austriaci, vengono assimilate alle note minerali. La frontiera tra le sensazioni acide e minerali non è molto semplice da tracciare. Tuttavia si può dire che l’impressione «di pietra» in bocca, come se si stesse succhiando un sasso, può essere considerata un segno evidente di mineralità.
Note: È un’espressione che acquista un significato solo dopo averla associata a una sensazione provata direttamente. Come accade per il sentore “lattico” può facilmente essere ricondotto a un’esperienza comune (l’analogia con il latte, appunto), mentre per “minerale” mancano o sono molto deboli i riferimenti analoghi. Comunque è un sentore sapido, quasi salino, che è molto vicino a sentori olfattivi di roccia umida, di mare, di pietra focaia. Un vino minerale può suonare come disgustoso, in verità si tratta di una qualità ricercata per molti vini bianchi. Attenzione a non confondere la mineralità naturale, dovuta a un terreno sassoso, con quella sensazione gustativa pressoché simile ma dovuta a una modifica degli acidi in seguito all’apporto di acido tartarico. La sensazione di un vino tartarico in bocca è molto meno piacevole: durante la degustazione diventa dura, quasi arida.
