ACQUA

    costituisce dal 70 all’85% del peso dell’uva , è indispensabile alla vigna quanto all’uomo; con la differenza che, mentre per l’uomo ha poche controindicazioni, il suo utilizzo è invece più regolamentato nella lavorazione della vigna, in quanto pur essendo indispensabile, l’acqua in materia di vino deve essere risparmiata e utilizzata con cognizione di causa. Qualora l’irrigazione sia permessa essa deve essere usata con parsimonia. La vite è una pianta molto forte che, in caso di siccità, sa proteggersi da sola a scapito del frutto per assicurarsi la sopravvivenza. Una vigna piantata in riva al fiume o al mare si gioverà dell’igrometria circostante per vincere il caldo, e sarà protetta dal gelo. Se si prende in esame la fisionomia dei vigneti molto antichi, creati dai Greci o dai Romani, ci si accorge che si trovano quasi tutti in prossimità di corsi dell’acqua o vicino al mare. I vigneti sono stati spesso piantati laddove si sono fermate le navi. L’acqua ha permesso di sviluppare il commercio del vino . Ma la vera ricchezza di tutta quest’acqua non risiede esclusivamente nell’utilizzo che se ne fa per il trasporto, ma nella capacità di creare un contesto climatico favorevole e protettivo. Da un lato, la massa d’acqua protegge i vigneti dai danni irreparabili causati dal gelo, ma trattiene anche una percentuale igrometrica costante che consente alle foglie della vite di essere costantemente inumidite e di resistere al gran caldo. Altri corsi d’acqua generano una nebbiolina mattutina necessaria allo sviluppo del marciume nobile che dà luogo ai grandi vini dolci e liquorosi. Per quanto riguarda i laghi, questi diffondono una luminosità costante grazie all’ intenso riverbero che creano, e permettono una maturazione eccellente ai diversi vitigni vicini. L’influenza dell’acqua sull’elaborazione del vino è indiscutibile. L’acqua, molto importante nella viticoltura, lo è anche nella vinificazione. Infatti, i lieviti che hanno il compito di trasformare l’uva in vino hanno bisogno di una temperatura ideale. Si utilizza l’acqua per riscaldare o raffreddare i tini, facendola circolare nelle apposite serpentine che li circondano.

    Le rotte del vino: 1. Le origini e l’Egitto

    Il vino viaggia per mare fin dalle origini: le fonti antiche, i vini dei faraoni e quelli importati, i primi scambi nel Mediterraneo orientale e la crisi del II millennio a.C.

    Le rotte del vino: 8. L’Italia e il «made in Italy»

    Il vino in Italia tra Otto e Novecento: stime contraddittorie, osterie e città, il vino toscano di qualità e i pionieri del «made in Italy» alla conquista dei mercati.

    Le rotte del vino: 7. L’Europa moderna

    Capitalismo mercantile e compagnie d’oltremare, Olanda e Portogallo, i boicottaggi alla Francia, la rivincita della Grandeur e il dramma della fillossera.

    Le rotte del vino: 6. Il Medioevo dei mercanti

    Dopo l’Impero, il vino dei monasteri e il risveglio dei commerci: Pisa e Genova, le corporazioni mercantili, il vino in Piemonte, piccolo e grande commercio.

    Le rotte del vino: 5. Il vino di Roma

    Roma conquista il Mediterraneo e il mercato del vino: Falerno e vini campani, nuove strade, logistica e porti, fino al crollo dell’Impero e dei suoi commerci.

    Le rotte del vino: 4. Rodi, Delo e il mercato italico

    Rodi e Delo, porti franchi del vino ellenistico, gli speculatori, il mercato italico, gli Etruschi e le imitazioni dei vini greci, le strade e la nuova geografia dei commerci.

    Le rotte del vino: 3. Il Mediterraneo dei Greci

    Le grandi rotte del Mediterraneo e la civiltà greca del vino: la domanda e l’offerta regolate, i primi controlli sulla qualità e sul commercio delle anfore.

    Le rotte del vino: 2. Anfore, navi e Fenici

    Le antiche patrie del vino, i vini base e le miscele, anfore e recipienti, le navi dei Fenici e il primo commercio specializzato del vino nel Mediterraneo.

    ACQUA - Glossario Vitivinicolo | d'Araprì