Enologia

    NON FLAVONOIDI

    I NON FLAVONOIDI sono rappresentati dagli ACIDI FENOLICI. Questi sono costituiti da un anello benzenico sostituito da uno o più gruppi fenolici e metossilici e da un gruppo carbossilico legato direttamente (benzoici) o tramite una catena di atomi di carbonio (cinnamici) all’anello. 
    Questi ultimi sono presenti sotto forma di esteri tartarici e si formano nell’ordine di 150-400 mg/kg di uva. 
    Ai non flavanoidi appartengono i due gruppi: 
    – C6—C1 il gruppo p-idrossibenzoico detti anche acidi benzoici legati alle pareti delle cellule dei fasci fibrovascolari e della buccia; 
    – C6—C3 il gruppo cinnamico detti acidi idrossicinnamici unici polifenoli presenti nella polpa, mentre nella buccia si trovano insieme alle altre classi di fenoli. 

    ACIDI IDROSSIBENZOICI ( C6—C1 ) Questo gruppo ha la struttura dell’acido p-idrossibenoico ed i suoi principali derivati in chimica enologica sono:

    Il gruppo C6—C1 comprende anche i derivati dell’acido o-idrossibenoico, cioè l’acido salicilico:

    Quando il gruppo dell’allile dell’acido cinnamico {-CH=CH-OOH} si lega a ponte con l’atomo di carbonio del composto fenolico più vicino per chiudere un anello, si forma la currearina, la quale presenta i seguenti derivati:

    I derivati degli acidi idrossibenzoici e cinnamici sopra menzionati, si trovano raramente nella forma acidica. Solitamente si combinano a molecole di alcoli o di zuccheri mediante legami di esterificazione. Di seguito riportiamo i tre principali composti fenolici del vino bianco:

    Un altro esempio è rappresentato dall’acido gallico, che può essere soggetto sia a reazione di esterificazione con se stesso per formare l’acido digallico, sia a un legame diretto C-C tra il carbonio in posizione 2 e 6 per dare l’acido ellagico:

    Questi acidi (gallico ed ellagico) sono più importanti nella loro forma polimerica nei tannini idrolizzabili. Durante la vinificazione, vengono estratti dalle botti di rovere e contribuiscono al contenuto tannico e al flavor dei vini rossi (e qualche volta dei vini bianchi).
    Il mosto di sgrondo di tutti i tipi di uva (bianca e rossa) contiene quasi esclusivamente fenoli non flavonoidi in quantità da 100 a 300 mg/1 circa, calcolati come acido gallico (Acido Gallico Equivalente – GAE, peso molecolare = 170,1). I principali composti fenolici nel mosto d’uva sono gli esteri d’idrossicinnamato (degli acidi p-cumarico, caffeico e ferulico). 
    I vini conservati in botti di rovere estraggono altri composti non flavonoidi come gli acidi gallico, vanillico ed ellagico che si aggiungono a quelli esistenti nel mosto d’uva. 

    Voci del glossario

    Bibliografia

    GAROGLIO P. G. (1980). Nuova Enologia – Enciclopedia vitivinicola mondiale. Ed. AEB. 
    MARGALIT Y. (2005). Elementi di chimica del vino. Ed. Eno-One 
    MOIO L. (2018). Il respiro del vino . Ed. Mondadori 
    PEYNAUD E., BLOUIN J. (2002). Scienza e elaborazione del vino. Ed. Eno-One 
    RIBEREAU-GAYON P., DUBOURDIEU D., DONECHE B., LONVAUD A. (2000). Handbook of Enology, voi. I. Ed. John Wiley & Sons, LTD.

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